Dopo i primi anni del personal computer, nel quale scarseggiava sia la memoria che lo spazio su disco, con l'avvento dei dischi rigidi ad alta capacità e delle memorie RAM a prezzi contenuti, la quantità delle informazioni che un computer può archiviare ed elaborare è cresciuta a dismisura. I primi personal professionali venivano venduti con una RAM di 128Kb ed utilizzavano dischetti da 160Kb, ma fra le macchine hobbystiche non erano rari i 32Kb od i 64Kb di RAM e l'archiviazione su audiocassette. Oggi in campo aziendale si parla comunemente di macchine con 4Mb, 8Mb o 32Mb di RAM, di dischi rigidi di 160Mb, 320Mb o 640Mb. Ma anche un ordinario disco rigido da 40Mb contiene tanti dati quanti ne potrebbero contenere 250 dischetti da 160Kb. Ecco che si pone il problema di come fare in modo che un nostro documento, magari vecchio di qualche mese, all'improvviso diventato importante, urgente da rintracciare, sia disperso in mezzo ad una mole di migliaia di altri documenti. I primi sistemi operativi registravano i file tutti insieme. Dando il comando che elencava il contenuto del disco, ecco che apparivano sullo schermo dieci, venti, trenta... cinquanta o sessanta file. Fin qui niente di male, a patto di avere un po' di pazienza. Ma quando sono arrivati i dischetti da 720Kb o da 800Kb e la tecnologia ha permesso di costruire dischi rigidi da 10Mb che costavano le metà di quelli da 5Mb, i sistemi operativi sono stati aggiornati con quello che venne chiamato Hierarchical File System, cioè un sistema gerarchico che permettesse di creare una struttura dei dati registrati su disco, di organizzarli in modo logico e, soprattutto, di poterli rintracciare facilmente.