Il Tonalismo nell'arte del XX secolo rappresenta la componente fondamentale della ricerca pittorica di un gruppo di artisti i cui principali protagonisti sono E. Cavalli, G. Capogrossi, F. Pirandello, R. Melli, C. Cagli -per i quali la visione pittorica deve realizzarsi come "assoluta", svincolata dalla dipendenza al colore e alla luce naturali. Bisogna invece giungere al tono, cioè il valore assoluto del colore: "l'arte della pittura è rapporto di colore che suscita l'architettura del dipinto, la distribuzione dei suoi spazi, l'essenzialità tipica delle sue forme...". Questi concetti vengono elaborati prevalentemente da E. Cavalli a partire dal 1927, ed espressi nel Manifesto del Primordialismo plastico firmato da Cavalli, Capogrossi e Melli nel 1933. Le mostre più significative per l'affermazione di questo nuovo cromatismo antinaturalistico e sintetico si svolgono a Roma tra 1927 (Pensione Dinesen: Cavalli, Capogrossi e F. Di Cocco) e 1932 (Galleria di Roma: Cavalli, Cagli, Capogrossi e altri), giungendo alla piena espressione del tonalismo plastico della Scuola Romana.